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IN OCCASIONE DI PITTI IMMAGINE UOMO 2023 LA SARTORIA STUDIO GIACOMO BACCI OSPITA LA CREATIVITÀ DELL’ARTISTA NICOLÁS DENINO (MONTEVIDEO, 1985). L’EVENTO OSPITERÀ TRE OPERE SITE-SPECIFIC E DUE OPERE DI REPERTORIO, RECENTEMENTE ACQUISITE DALLA SARTORIA. PER L’OCCASIONE GIACOMO BACCI (FOLIGNO, 1985) HA REALIZZATO SEI CAMICIE IN CUI LE SUGGESTIONI GEOMETRICHE – IL CERCHIO – E CROMATICHE – IL BLU – DELL’ARTISTA URUGUAIANO PERMEANO IL LAVORO SARTORIALE DELL’ARCHITETTO-STILISTA FIORENTINO.

 

LA RICERCA DI NICOLÁS DENINO SI BASA SULLO STUDIO DI FORME GEOMETRICHE PRIMARIE – PREVALENTEMENTE IL CERCHIO – E SULLE POTENZIALITÀ DI ALCUNE SPECIFICHE CROMIE: IL BLU, IL BIANCO E IL NERO. L’OPERA DELL’ARTISTA SI CARATTERIZZA PER L’USO DI UN VOCABOLARIO ASTRATTO E GEOMETRICO COMPOSTO DALLA RIPETIZIONE NELLO SPAZIO DI FORME GEOMETRICHE PURE, LE CUI COMBINAZIONI SPAZIALI MISURANO E SI MISURANO CON LO SPAZIO. LA SUA ATTIVITÀ̀ SI BASA PRINCIPALMENTE SU SPERIMENTAZIONI GEOMETRICO-CROMATICHE APPLICATE A SUPPORTI BIDIMENSIONALI – TELE, CARTA O TESSUTI – E TRIDIMENSIONALI – VOLUMI MATERICI, CERAMICHE E LIBRI ANTICHI. SE DA UN LATO DENINO TRASFORMA LA MATERIA IN COLORE, DALL’ALTRO L’ARTISTA OFFRE AL COLORE, MONOCROMATICO E ASTRATTO, L’OPPORTUNITÀ DELLA MATERIA.

 

IL MARCHIO GIACOMO BACCI È STATO FONDATO NEL 2014 A FIRENZE. LA CAMICIA È IL PRINCIPALE CAMPO DI SPERIMENTAZIONE DELLO STILISTA, CHE SPAZIA DAL READY-TO-WEAR AL CAPO SU MISURA. PARTENDO DA CANONI SARTORIALI TRADIZIONALI, GIACOMO BACCI REINTERPRETA IL CAPO D’ABBIGLIAMENTO CON APERTA FLUIDITÀ FORMALE. LA DISCIPLINA DELL’ARCHITETTURA, AREA DI FORMAZIONE DELLO STILISTA FIORENTINO, INFLUENZA ENORMEMENTE IL SUO APPROCCIO ARTIGIANALE ALLA SARTORIA. NEL LAVORO DI GIACOMO BACCI LA CAMICIA DIVENTA MATERIA PLASTICA: UN CAMPO D’AZIONE TRIDIMENSIONALE NEL QUALE SPERIMENTARE NUOVE SOLUZIONI FORMALI OLTRE IL TRATTAMENTO GRAFICO DELLA SUPERFICIE BIDIMENSIONALE DEI TESSUTI. LE SUE PRIME CREAZIONI SI BASANO SU UN PRINCIPIO TANTO SEMPLICE SUL PIANO CONCETTUALE QUANTO COMPLESSO SUL PIANO REALIZZATIVO: REINTERPRETARE LA LINEA, INTESA COME TRADIZIONALE ELEMENTO DECORATIVO DELLA CAMICIA, SUL PIANO TRIDIMENSIONALE, INVADENDO LO SPAZIO TRAMITE L’APPLICAZIONE DI INSERTI IN RILIEVO.

 

LO STUDIO GIACOMO BACCI, CHE OGGI OSPITA LA MOSTRA SUPERFICI, NASCE NEL 2020 E SI CARATTERIZZA SIA COME NEGOZIO DI VENDITA CHE COME SPAZIO LABORATORIALE DOVE VENGONO IDEATE LE COLLEZIONI E CREATI I CAPI SU MISURA. LO SPAZIO È ANCHE UN LUOGO DI SCAMBIO E DI AFFEZIONE PER NUMEROSI ARTISTI, ARCHITETTI E DESIGNER CHE COLLABORANO CON LO STILISTA FIORENTINO. TRA QUESTI C’È NICOLÀS DENINO E DA QUESTA FRUTTUOSA CONTAMINAZIONE ARTISTICA NASCE LA CAPSULE SUPERFICI.

 

SUPERFICI È UNA MOSTRA ESPOSITIVA CHE NARRA IL RISULTATO DI QUESTA COLLABORAZIONE TRA L’ARTISTA URUGUAIANO E LO STILISTA FIORENTINO. SUPERFICI INDAGA IL TEMA DELLA QUADRATURA DEL CERCHIO E L’IDEA DI MISURARE LO SPAZIO ATTRAVERSO L’USO DI FIGURE GEOMETRICHE PRIMARIE. IN QUESTO SENSO, SUPERFICI PUÒ ESSERE INTERPRETATA COME UN OMAGGIO AI GRANDI PENSATORI DELL’UMANESIMO FIORENTINO. L’UOMO VITRUVIANO DI LEONARDO DA VINCI, CHE È ANCHE IL SIMBOLO DELL’ARTE RINASCIMENTALE, RAPPRESENTA UNA FIGURA UMANA ARMONIOSAMENTE INSCRITTA NELLE DUE FIGURE PERFETTE: IL CERCHIO E IL QUADRATO. IL PRIMO SIMBOLEGGIA IL COSMO, LA PERFEZIONE DIVINA. IL SECONDO RAPPRESENTA IL MONDO TERRENO, L’UOMO, LA SCIENZA, L’ARCHITETTURA. QUESTA DIALETTICA TRA CERCHIO E QUADRATO PERMEERÀ ANCHE L’OPERA DI FILIPPO BRUNELLESCHI, ALTRA FIGURA CENTRALE DEL RINASCIMENTO FIORENTINO, E SARÀ RIPRESA DA MICHELANGELO NEL PROGETTO DELLA SAGRESTIA NUOVA DI SAN LORENZO. CON SUPERFICI L’OPERA DI NICOLÀS DENINO ENTRA NELLO SPAZIO GEOMETRICO – SIA ARCHITETTONICO CHE SARTORIALE – DELLO STUDIO GIACOMO BACCI. 

 

PER SUPERFICI L’ARTISTA URUGUAYANO HA REALIZZATO TRE OPERE SITE-SPECIFIC CHE REINTERPRETANO E MISURANO LO SPAZIO ARCHITETTONICO CHE LE OSPITA. IL CERCHIO, SIMBOLO DI PERFEZIONE ED EQUILIBRIO, È INSCRITTO CON PERFEZIONE GEOMETRICA IN UNA DELLE SUPERFICI QUADRATE DEL GRANDE TAVOLO CENTRALE. L’OPERA SI CONFIGURA NON SOLO COME GEOMETRIA PERFETTA DA CONTEMPLARE MA DIVENTA L’UNITÀ DI MISURA DELL’INTERO LAVORO QUI PRESENTATO. QUESTO CERCHIO, CHE MISURA 130 CM DI DIAMETRO, PRENDE CORPO, DIVENTA SCULTURA E INVADE LO SPAZIO, SOSPESO NEL VUOTO. L’UNITÀ FORMALE DEL CERCHIO FINITO E PURO DELLA TRADIZIONE CLASSICA È POI SCISSA IN 24 SCULTURE CIRCOLARI CHE OCCUPANO, COME PARASSITI, LA GRANDE SPECCHIERA FRONTALE. C’È UN ORDINE GEOMETRICO CHE GOVERNA E METTE INSIEME IL TRITTICO: UN CERCHIO BIDIMENSIONALE INVADE IL TESSUTO CON CUI GIACOMO BACCI HA REALIZZATO LE CAMICIE DELLA CAPSULE E COSTITUISCE LA MATRICE GEOMETRICA DELL’OPERA. QUESTO STESSO CERCHIO SI TRASFORMA E DA PITTURA BIDIMENSIONALE SI FA VOLUME ECCENTRICO. SOSPESO SOPRA LO SPAZIO CENTRALE DELLO STUDIO, L’OPERA RINUNCIA ALLA PIÙ CANONICA VISIONE FRONTALE, CERCANDO UN DIVERSO RAPPORTO CON LO SPETTATORE. È QUESTO SGUARDO INATTESO DELLO SPETTATORE AD INFRANGERE L’OPERA, FRAMMENTANDOLA IN VENTIQUATTRO MODULI PIÙ PICCOLI, LA CUI SOMMA COSTITUISCE L’AREA ED IL VOLUME DEL GRANDE CERCHIO SINGOLO. 

 

NELLA SECONDA AREA DELLO STUDIO, SOTTO IL SOPPALCO, IL VISITATORE ENTRA IN CONTATTO CON LA CAPSULE SUPERFICI DI GIACOMO BACCI. SEI CAMICIE OSPITANO LE CROMIE GEOMETRICHE E LE TINTE PIATTE DELL’ARTISTA URUGUAIANO, DECLINATE E REINTERPRETATE DALLO STILISTA FIORENTINO. ANCHE PER GIACOMO BACCI LA SUPERFICIE BIDIMENSIONALE – IL TESSUTO – SI FA OCCASIONE SCULTOREA. APPLICAZIONI MATERICHE, PATTERN GEOMETRICI, SOLUZIONI MONOCROMATICHE INVADONO LO SPAZIO SARTORIALE DI GIACOMO BACCI CHE PROPONE SEI SUGGESTIVI PAESAGGI MATERICI DA INDOSSARE. OLTRE AI SEI PEZZI UNICI LO STILISTA PRESENTA UNA COLLEZIONE DI CAMICIE MONOCROMATICHE CHE SPERIMENTANO LE POTENZIALITÀ LINGUISTICHE DEL BIANCO. LE CAMICIE RIEVOCANO LA SEMPLICITÀ E LA PUREZZA DEL GRANDE CERCHIO BLU CHE LE SOVRASTA. ALL’INGRESSO DELLO STUDIO, SULLA SECONDA METÀ DEL TAVOLO CENTRALE CHE OSPITA IL GRANDE CERCHIO BIDIMENSIONALE DI DENINO, GIACOMO BACCI ESPONE I CARTAMODELLI DELLE SUE PRIME REALIZZAZIONI DELLA COLLEZIONE LINEA 01. LE SINGOLE PARTI DEL CARTAMODELLO SONO DISPOSTE ORDINATAMENTE ALL’INTERNO DEL PERIMETRO 130 X 130 CM DEL QUADRATO IN MARMO DI CARRARA DEL GRANDE TAVOLO CENTRALE. L’ARTICOLATA GEOMETRIA DEI CARTAMODELLI È MESSA IN CONTRAPPOSIZIONE ALLA SEMPLICE FLUIDITÀ DEL CERCHIO DELL’ARTISTA URUGUAIANO, CHE OCCUPA L’ALTRA METÀ DEL TAVOLO. 

 

DUE UNIVERSI GEOMETRICI SI INCONTRANO IN QUESTA SINGOLARE COLLABORAZIONE CHE RENDE SUPERFICI UN’INTERESSANTE RICERCA SU COME LA PERTINENZA BIDIMENSIONALE DELLE FORME GEOMETRICHE PURE – IL CERCHIO, IL QUADRATO, LA LINEA – POSSONO MISURARE LO SPAZIO TRIDIMENSIONALE DELL’ARCHITETTURA E DELLA SARTORIA. 

FIRENZE, 14/06/23

ARTIST - NICOLAS DENINO

DESIGNER / HOST - GIACOMO BACCI

CURATOR / SET DESIGNER - MIRKO ROMAGNOLI

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